AGGIORNAMENTO DEL REGOLAMENTO (UE) 2023/2055
Ci sono trasformazioni che non fanno rumore. Accadono lentamente, sotto la superficie delle cose che usiamo ogni giorno. Non si vedono mentre iniziano e, spesso, non ce ne accorgiamo nemmeno quando diventano parte dell’ambiente che ci circonda.
Le microplastiche sono così: ciò che resta quando qualcosa che conoscevamo smette di esserlo.
Non si tratta di un evento improvviso, ma di un processo: una bottiglia esposta al sole, una fibra tessile che si stacca lavaggio dopo lavaggio, un materiale progettato per resistere che, nel tempo, si sfalda. Si riduce, si disperde, si trasforma diventando altro, senza mai scomparire davvero, mentre lentamente si insinua nei cicli naturali, nell’acqua, nel suolo e nell’aria.
Quando l’invisibile diventa norma: il Regolamento (UE) 2023/2055
Per molto tempo le microplastiche sono rimaste ai margini della nostra attenzione: troppo piccole per creare urgenza, troppo diffuse per essere percepite come un problema concreto. Oggi, però, non è più così.
La loro persistenza nell’ambiente, insieme alla capacità di entrare nella catena alimentare, ha cambiato il modo di guardarle. Non sono più semplici residui, ma una presenza stabile, difficile da rimuovere e destinata a frammentarsi ulteriormente, diventando sempre meno visibile ma non per questo meno rilevante.
È in questo contesto che nasce il Regolamento (UE) 2023/2055, che introduce nel REACH una restrizione specifica sulle microparticelle di polimeri sintetici intenzionalmente aggiunte.
Non si tratta soltanto di un aggiornamento normativo, ma di un vero cambio di prospettiva: per la prima volta, ciò che è invisibile entra in modo strutturato nel perimetro delle responsabilità aziendali, con l’obiettivo di limitare ciò che può ancora essere evitato prima che venga disperso.
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Prevenire, prima che sia troppo tardi
Il principio su cui si fonda la normativa è semplice, ma profondo: intervenire a monte.
Dal 17 ottobre 2023 è vietata l’immissione sul mercato di microplastiche come sostanze o in miscele, salvo deroghe e periodi transitori che, per alcune categorie, arrivano fino al 2035.
Questo dimostra quanto il fenomeno sia esteso e complesso, ma soprattutto chiarisce un punto fondamentale: ciò che si disperde non può più essere considerato irrilevante.
Le deroghe non eliminano la responsabilità, ma la rendono più strutturata. Anche nei casi in cui l’uso è consentito, restano obblighi precisi legati all’informazione, alla gestione e alla tracciabilità, che impongono alle aziende un livello di consapevolezza maggiore rispetto al passato.
CONOSCERE PER GESTIRE: IL RUOLO DEL REPORTING
Il passaggio più significativo introdotto dal Regolamento riguarda il reporting delle microplastiche. Non basta più limitare o vietare: diventa necessario conoscere, misurare e comprendere.
Le aziende sono chiamate a raccogliere e analizzare dati relativi all’utilizzo delle microplastiche, stimandone le quantità, gli usi specifici e i rilasci nell’ambiente lungo tutto il ciclo, dal trasporto allo stoccaggio, fino all’utilizzo e allo smaltimento.
La prima scadenza, fissata al 31 maggio 2026, segna l’inizio di un percorso che proseguirà con aggiornamenti annuali.
Si tratta di un cambiamento rilevante perché la normativa non impone un metodo unico: richiede alle aziende di costruire una propria logica di analisi, coerente con i processi interni e con le responsabilità operative. In questo senso, il reporting smette di essere un semplice adempimento e diventa uno strumento per leggere e governare i propri impatti.
Le microplastiche pongono una questione semplice solo in apparenza: ciò che si frammenta non scompare, ma cambia forma, scala e visibilità, continuando a esistere e ad accumularsi nei sistemi naturali.
In un contesto in cui la complessità ambientale cresce, la differenza non la fa solo chi si adegua, ma chi riesce ad anticipare, trasformando un obbligo in un elemento di controllo e di valore.
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In questo scenario, Bureau Veritas Nexta affianca le aziende nella lettura e nella gestione di una normativa articolata, trasformandola in un percorso operativo concreto.
L’attività parte dall’analisi dell’applicabilità del Regolamento e prosegue con l’identificazione delle microplastiche presenti nei processi, la valutazione delle possibili fonti di rilascio e il supporto nella costruzione del sistema di reporting.
A questo si affiancano attività di formazione e sensibilizzazione, fondamentali per diffondere all’interno dell’organizzazione una maggiore consapevolezza su un tema destinato a diventare sempre più rilevante.
L’obiettivo è accompagnare l’azienda non solo verso la conformità, ma verso una gestione più evoluta e strategica di un fenomeno che, proprio perché invisibile, richiede strumenti e competenze adeguate per essere governato.