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Nelle infrastrutture si cela un male oscuro: si chiama cambiamento climatico

Nov. 4 2026

DA UN RAPPORTO DI BUREAU VERITAS NEXTA LE FRAGILITÀ “NUOVE” DI VIADOTTI E GALLERIE SU TERRENI IMPATTATI DA EVENTI CLIMATICI STRAORDINARI. CRESCITA ESPONENZIALE DI FRANE E ALLUVIONI

Fessure, ferro corroso, oscillazioni anomale e calcinacci in caduta rappresentano i campanelli d'allarme più evidenti per infrastrutture stradali e ferroviarie. Tuttavia, in aggiunta a questi segnali visibili si può celare un male oscuro, un nemico invisibile e per questo ancora più pericoloso: i cambiamenti climatici.

Ad affermarlo è un rapporto di Nexta, società di ingegneria del gruppo Bureau Veritas in Italia, che fornisce indicazioni particolarmente innovative sulla sicurezza e su un approccio forzatamente innovativo in tema di controlli e ispezioni.
Queste non possono limitarsi alla ricerca di difettologia: fessure, deformazioni, corrosione o altri danni visibili ...è necessario verificare anche se siano cambiate le condizioni per le quali le opere erano state progettate.

Un’infrastruttura può infatti mantenere un aspetto apparentemente integro, ma trovarsi a operare in un ambiente più gravoso rispetto a quello considerato in origine.

Ogni infrastruttura viene progettata sulla base di determinate condizioni ambientali, idrologiche, geologiche e geotecniche. I progettisti considerano, inoltre, specifici scenari di carico, livelli di traffico, portate dei corsi d’acqua, caratteristiche dei terreni e condizioni di drenaggio.

CAMBIAMENTO CLIMATICO: IL NEMICO INVISIBILE DELLE INFRASTRUTTURE

Nel corso della vita utile dell’opera, tuttavia, questi parametri possono modificarsi.
L’aumento delle temperature, l’alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni intense, la variazione dei regimi di piena e l’instabilità dei versanti cambiano drasticamente il quadro di riferimento all’interno del quale le infrastrutture, in primis viadotti e gallerie, si collocano: possono cambiare le sollecitazioni a cui sono sottoposte le infrastrutture.

Come contemplato nelle Linee Guida Ministeriali, sottolinea Clara Formenti, Technical Director del Dipartimento B&I di Bureau Veritas Nexta :

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Clara Formenti

«Il contesto sta cambiando rapidamente a causa dell’evoluzione climatica e dell’aumento della frequenza o dell’intensità di alcuni eventi meteorologici estremi. E ciò rappresenta un rischio e un problema da affrontare specie per le opere più datate, progettate sulla base di dati climatici e idrologici che potrebbero non rappresentare più adeguatamente le condizioni attuali. La questione, che si pone con particolare intensità in zone sovraesposte come Alpi e Appennini, non riguarda soltanto la resistenza della struttura, ma anche la sua capacità di continuare a svolgere la propria funzione in sicurezza».

In Italia la rete infrastrutturale comprende circa 600.000 chilometri di strade, oltre 16.000 chilometri di linee ferroviarie, circa 240.000 ponti e viadotti censiti e circa 3.500 gallerie.
Circa il 60-70% di queste opere è stata realizzata più di 30 anni fa, sulla base di condizioni climatiche, idrologiche e territoriali diverse da quelle attuali.

Basti pensare che, secondo l’ISPRA, nel 2023 il 18,4% del territorio nazionale risultava a rischio frana e il 4,1% a rischio alluvione nello scenario di pericolosità più elevata; e ora su questo scenario impatta anche la tendenza di variabilità dei valori climatici in Italia che confermano un incremento veloce delle temperature, una riduzione della piovosità con importante incremento di intensità dei singoli eventi.

In questo contesto opera Nexta, società di ingegneria del Gruppo Bureau Veritas, impegnata da anni nella valutazione, nel monitoraggio e nella gestione delle infrastrutture e del territorio. 
Grazie a un gruppo di professionisti con competenze multidisciplinari, Nexta affronta questi temi integrando ingegneria strutturale, idraulica, geotecnica, ambientale e gestione del rischio. 

Un approccio coordinato è infatti essenziale per comprendere non solo lo stato di un’opera, ma anche l’evoluzione delle condizioni al contorno nelle quali essa opera e per individuare soluzioni di prevenzione e adattamento adeguate.

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