NON SOLO OBBLIGO MA OPPORTUNITÀ DI CRESCITA, BENESSERE E MIGLIORAMENTO
Abbiamo intervistato Valentina D’Aietti, Safety Consulting & Project Manager, per approfondire il tema della sicurezza sul lavoro in ottica di genere.
CHE COSA SI INTENDE PER “SICUREZZA SUL LAVORO IN OTTICA DI GENERE”?
Tuttavia, le donne e gli uomini possono essere esposti a rischi diversi e sperimentare gli stessi rischi in modo diverso a causa di fattori biologici, sociali e culturali.
PERCHé PROPRIO OGGI SE NE PARLA PIÙ DIFFUSAMENTE?
Seppure l’apparato normativo esista da tempo (il D.lgs. 81/08 da anni riporta l’obbligo di effettuare la valutazione del rischio tenendo in considerazione genere, età ed etnia), solo recentemente le aziende iniziano ad approcciare la valutazione del rischio in ottica di genere. Sicuramente grazie alle linee guida INAIL 2024, alle normative europee, alla pubblicazione della UNI/PdR 125:2022 e ai progetti nazionali, si percepisce una maggiore consapevolezza e conoscenza della materia.
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Quali sono i principali esempi di una valutazione del rischio in ottica di genere?
Per la maggior parte dei rischi siamo sempre stati abituati a parlare di valutazione in ottica di genere solo nel caso di donne in gravidanza o nel puerperio. Da anni, però la letteratura scientifica ha iniziato a prestare maggior attenzione alle differenze di genere per ambi i sessi.
Ad esempio:- Esposizione a sostanze chimiche; studi hanno dimostrato che le donne possono essere più sensibili all'esposizione a determinate sostanze chimiche a causa della diversità e della quantità del tessuto adiposo. Le sostanze chimiche possono avere organi bersaglio specifici per i due sessi.
Alcuni macchinari e attrezzature sono progettati per un ambiente di lavoro prevalentemente maschile. - Esposizione al rischio biologico; le donne hanno una risposta immunitaria, sia innata che adattativa, più elevata rispetto agli uomini. Indipendentemente dall’età, i tassi di mortalità per varie patologie infettive tra cui influenza e polmonite, sono significativamente più alti negli uomini e, in generale, il sesso maschile sembra più predisposto a contrarre leptospirosi, schistosomiasi, brucellosi, legionellosi, rabbia, leishmaniosi, tubercolosi polmonare ed epatite A.
- Stress lavoro-correlato; Le donne possono essere soggette a maggiori livelli di stress lavoro-correlato a causa di carichi di lavoro eccessivi, difficoltà a conciliare vita lavorativa e familiare e discriminazioni.
- Valutazione del rischio molestie sul luogo di lavoro; Studi a livello europeo mostrano che le donne hanno una probabilità più alta di essere vittime di molestie e violenza sul lavoro rispetto agli uomini. Questa differenza è spesso attribuita a fattori come gli squilibri di potere e stereotipi di genere.
- Esposizione a sostanze chimiche; studi hanno dimostrato che le donne possono essere più sensibili all'esposizione a determinate sostanze chimiche a causa della diversità e della quantità del tessuto adiposo. Le sostanze chimiche possono avere organi bersaglio specifici per i due sessi.
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Perchè sino ad oggi le aziende hanno fatto fatica a ragionare sulla sicurezza in ottica di genere?
La difficoltà delle aziende nel ragionare sulla sicurezza in ottica di genere è un problema complesso con radici profonde, sia storiche che culturali.
Le motivazioni sono variegate e dipendono da tanti fattori:- cultura e consapevolezza della sicurezza aziendale non intesa come un obbligo ma come un’opportunità;
- scarsità di metodi di valutazione accreditati;
- mancanza di dati disaggregati per genere; stereotipi di genere (ruoli tradizionali e sottovalutazioni delle competenze femminili);
- resistenza al cambiamento sia organizzativo che economico.
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Qual è l’approccio di Bureau Veritas Nexta ad una corretta integrazione dell’ottica di genere nella valutazione del rischio?
Il nostro vuole essere un approccio su più livelli e su molteplici aspetti in cui è necessario che tutta l’azienda partecipi in modo attivo alla valutazione.
Può essere riassunto in 4 macroaree: un’analisi sociodemografica dell’azienda grazie al supporto del management, delle risorse umane, degli attori della sicurezza (RSPP, Medico del lavoro e rappresentati della sicurezza); un’analisi sulla valutazione dei rischi in considerazione all’ottica di genere; uno studio sulle percezioni dei rischi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici; follow-up e proposte di un piano di miglioramento. -
Quali sono le opportunità per un'azienda che effettua una valutazione dei rischi in ottica di genere?
L'implementazione di una valutazione dei rischi in ottica di genere all'interno di un'azienda offre tantissime opportunità significative, sia dal punto di vista sociale che economico e rappresenta un investimento a lungo termine che porta benefici sia per l'azienda che per i suoi dipendenti.
Oltre a rispettare la cogenza normativa, i principali vantaggi possono essere di natura:- Sociale: un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo, dove le differenze di genere sono riconosciute e valorizzate, aumenta la soddisfazione dei dipendenti e migliora il loro benessere psicologico; riduzione delle disuguaglianze; rafforzamento dell'immagine aziendale.
- Economica: aumento della produttività e riduzione dei costi; accesso a nuovi mercati; sviluppo delle competenze e maggior proattività.