Smart Working. Come mantenere un alto livello di sicurezza informatica anche lavorando da remoto
Mar. 13 2025
MAGAZINE
Lo Smart Working è una pratica sempre più diffusa, ma espone maggiormente le aziende ai rischi cyber. Bureau Veritas Nexta aiuta le imprese a proteggersi proponendo corsi di sicurezza informatica, webinar, simulazioni di phishing e approfondimenti sul corretto uso delle reti Wi-Fi domestiche. Strategie pratiche per ridurre il rischio di attacchi informatici e di interruzioni dell’operatività.
L'evoluzione dello Smart Working in Italia
Tra le abitudini che la pandemia sembra aver modificato in modo permanente, seppur in misura minore a quanto inizialmente ipotizzato, vi è il ricorso all’utilizzo del lavoro da remoto. In Italia, lo Smart Working, cioè la possibilità di lavorare da casa o in altri luoghi senza vincoli orari e spaziali, una volta superata l’emergenza sanitaria, è divenuta una modalità di lavoro abituale per un numero sempre più alto di persone.
Secondo i dati analizzati dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2020 hanno lavorato fuori sede circa 6milioni e 500mila professionisti. Negli anni seguenti, tale cifra è diminuita progressivamente pur restando molto più alta rispetto al periodo pre-pandemico: nel 2019 si contavano 570mila lavoratori smart mentre nel 2024 sono stati 3milioni e 555mila. Le previsioni per l’anno in corso indicano un consolidamento del fenomeno e un ulteriore aumento; la stima per il 2025 è di 3 milioni e 750mila persone. Andando più in profondità, i dati mostrano che la maggior parte dei lavoratori che fa ricorso a questa modalità opera all’interno di grandi imprese, sebbene stia diventando prassi anche per aziende piccole, medie, microimprese e pubblica amministrazione.
Vantaggi e rischi del lavoro da remoto
Se da un lato il ricorso allo Smart Working può portare diversi vantaggi, tra i quali una migliore conciliazione delle esigenze professionali e familiari dei lavoratori e delle lavoratrici, dall’altro le aziende e i lavoratori non devono sottovalutare i rischi cyber legati ad un uso frequente e continuato dei device aziendali come computer, tablet e smartphone, in ambienti meno strutturati e sicuri rispetto alle reti aziendali. Queste ultime, infatti, diversamente da quelle domestiche o da quelle a cui si ha libero accesso in luoghi pubblici e privati organizzati per il coworking, sono progettate per garantire elevati standard di sicurezza grazie all'implementazione di firewall avanzati, sistemi di rilevamento delle intrusioni e protocolli di crittografia.
Queste misure proteggono le informazioni sensibili da accessi non autorizzati e da attacchi informatici. Al contrario, le reti domestiche o condivise generalmente non dispongono di simili livelli di protezione, rendendo i dispositivi più vulnerabili a minacce come malware e tentativi di phishing. Difatti, la mancanza di aggiornamenti regolari e configurazioni di sicurezza adeguate delle reti non aziendali può esporre ulteriormente i dispositivi a rischi informatici.
Come prevenire gli incidenti cyber?
Secondo l’analisi del Rapporto Clusit 2025, nel 2024 nel mondo, sono stati rilevati 3.541 incidenti cyber (+27% rispetto al 2023), il 10% di questi diretti verso l’Italia. Inoltre, a livello globale un incidente su tre ha avuto come causa un malware.
Nonostante i dati mostrino un’elevata incidenza degli attacchi informatici in differenti settori, è possibile conciliare le necessità di mantenere un alto livello di sicurezza e continuare a beneficiare dell’abitudine del lavoro da remoto. In molti casi è sufficiente cambiare approccio e adottare alcuni accorgimenti, comportamenti e buone pratiche di “Cyber Hygiene” o “Igiene Informatica”, fondamentali per ridurre al minimo i rischi legati all’uso di device collegati in rete, specie se si tratta di dispositivi aziendali. Pertanto, per mantenere un buon livello di sicurezza ed evitare attacchi e intrusioni è bene:
- Evitare la condivisione con i familiari dei dispositivi aziendali: l'uso esclusivo dei device riduce il rischio di infezioni da malware derivanti da utilizzi non controllati;
- Non utilizzare i dispositivi aziendali per scopi personali: limitare l'uso dei device aziendali alle sole attività lavorative diminuisce l'esposizione a siti web o applicazioni potenzialmente pericolosi;
- Ricordarsi di fare aggiornamenti regolari: mantenere sempre aggiornati sistemi operativi e software applicativi per correggere vulnerabilità note;
- Utilizzare connessioni sicure: preferire reti VPN aziendali per garantire la protezione dei dati durante la trasmissione. Nel caso non sia possibile, assicurarsi che la rete domestica sia affidabile.
Il contributo di Bureau Veritas Nexta
In questo contesto, la conoscenza e l’aggiornamento sono elementi imprescindibili. La partecipazione a corsi e programmi di formazione sulla sicurezza informatica permettono al lavoratore di raggiungere una maggiore consapevolezza e di meglio riconoscere e prevenire le potenziali minacce.
Le aziende che propongono lo smart working possono affidarsi a professionisti come gli esperti di Bureau Veritas Nexta, per individuare percorsi di formazione su misura per i propri dipendenti. Uno strumento in più per aumentare il livello di sicurezza informatica ed evitare conseguenze anche gravi di attacchi informatici.