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Anche le turbine eoliche invecchiano. Cosa fare quando arrivano a fine vita?

Apr. 20 2021

L’energia rinnovabile, con il suo incessante e continuo processo di rigenerazione sembra essere immune dal trascorrere del tempo e da quello che comunemente chiamiamo invecchiamento. Cosa che, invece, non si può dire per tutte quelle infrastrutture indispensabili per sfruttare al massimo la forza energetica di sole e vento. Infatti, tanto le distese di celle fotovoltaiche come le enormi pale eoliche che fanno parte delle grandi wind farm mondiali vanno incontro a normali fenomeni di obsolescenza. Con un limite al loro utilizzo definito “vita utile” che per la maggior parte delle turbine arriva a 20-25 anni
Oggi, stando ai dati di WindEurope, la più grande associazione di produttori del Vecchio Continente, sono oltre 34mila gli aerogeneratori on-shore con più di 15 anni di vita alle spalle. 
In termini di GW si tratta di circa 36, di cui ben 9 GW provengono da turbine fra i 20 e i 24 anni e 1 GW da turbine con 25 anni o più. La maggior parte di esse è distribuita fra Germania, Spagna, Francia e Italia. E restringendo il campo al nostro Paese si ha che circa la metà delle turbine italiane – 3.800 – giungerà al termine della vita operativa entro il 2030. 
Si tratta di un volume piuttosto significativo che deve preso seriamente in considerazione per almeno tre ordini di motivi. Il primo, di natura strategica, coinvolge i sistemi-Paese: la dismissione di un così alto numero di impianti può ripercuotersi sulla capacità di generazione rinnovabile nazionale (e continentale), se non pianificata adeguatamente.
Il secondo, di tipo ambientale riguarda da vicino la sostenibilità e l’approccio circolare oggi imprescindibili: bisogna gestire al meglio la fase di decommissioning e di riuso dei materiali. Il terzo, più prettamente economico, chiama in causa chi nei parchi eolici investe denaro e risorse: siccome sostituire vecchie turbine con nuove è un’operazione molto onerosa, è fondamentale valutare se quelle esistenti possono ancora garantire performance di buon livello.

Sostituzione a parte, tra le opzioni che gli operatori possono prendere in considerazione vi sono:

1. il repowering con la sostituzione dell’intera turbina con una nuova (più potente ed efficiente) o il revamping, con il cambio di alcuni componenti
2. l’estensione della durata della vita utile 

In merito alla prima via, sempre secondo numeri forniti dall’associazione, sono 123 i parchi eolici europei “ripristinati” grazie a interventi di aggiornamento della potenza. Ovviamente si tratta di una scelta importante sia dal punto di vista dell’investimento di risorse sia delle tempistiche autorizzative e realizzative. 
Vi è poi la scelta di estendere la durata utile - Extended Life Time – ovvero prolungare il periodo di funzionamento secondo il progetto iniziale, prima dello smantellamento dell'impianto.
Una soluzione ottimale che permette di sfruttare al massimo in termini di redditività gli asset sui quali si è investito. Ma non solo, spostando più in là la data della sostituzione, consente agli operatori di meglio pianificare future sostituzioni e agli investitori o compratori di avere più strumenti utili per decidere la bontà o meno di un affare.
 

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Per estendere la vita utile di una turbina è necessario chiedere l’intervento di tecnici ed esperti. Bureau Veritas Nexta offre un servizio tale da garantire la loro funzionalità in sicurezza secondo un percorso articolato che prevede l’ispezione dell’aerogeneratore e dei suoi main component, l’indicazione del possibile periodo di estensione della vita, la redazione di un Piano di ispezione e di manutenzione e il dettaglio delle mitigazioni richieste. 
In ultimo verrà rilasciata un’attestazione con l’indicazione del periodo di estensione possibile del parco eolico o della singola torre, utile sia per eventuali investitori e acquirenti sia per le compagnie assicurative che devono continuare ad assicurare l’aerogeneratore.

Il Life Time Extension può essere anche considerato come l’ultimo atto di un processo di analisi e monitoraggio costanti realizzati sugli impianti lungo tutto il loro esercizio. E non solo un momento puntuale e a sé stante. Avere coscienza e consapevolezza dello stato di servizio degli aerogeneratori (e delle loro singole componenti) è fondamentale per arrivare a un’estensione della vita utile che richieda meno interventi possibili. 
Oggi, poi, vi sono metodologie e tecnologie di monitoraggio e ispezione altamente performanti e precise in grado di ottimizzare le tempistiche di intervento in quanto si interviene con specialisti, con competenze multidisciplinari, collegati contestualmente da remoto. Innovazioni strumentali come quelle portate dai Cyber Helmet, dagli Smart Glasses, dall’utilizzo di potenti fotocamere e droni sono solo alcuni esempi di quanto è possibile realizzare per avere sempre sotto controllo, in ogni sua parte e con una serie dettagliata di informazioni, l’effettivo stato delle turbine non solo per intervenire quando necessario, ma anche per prevenire eventuali guasti o fermi. 
 

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