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La sicurezza in ottica di genere

Gen. 15 2025

UN APPROCCIO COMPLETO E MATURO AI TEMI DEL RISCHIO IN AMBITO LAVORATIVO

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Sicurezza sul lavoro: il genere conta

La sicurezza sul lavoro in ottica di genere è un approccio che riconosce la diversa esposizione al rischio di uomini e donne, tenendo conto delle differenze biologiche e del costrutto sociale, integrandole nella valutazione dei rischi e nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo approccio ha lo scopo di creare un ambiente di lavoro più inclusivo e sicuro per tutti, evitando discriminazioni e garantendo pari opportunità.

Tuttavia, come viene ribadito nell’introduzione al documento "La valutazione dei rischi in ottica di genere – Aspetti tecnici", pubblicato a luglio 2024 da INAIL, le “differenze di genere” non si limitano solo alla dimensione biologica legata al sesso, ma includono una definizione più ampia che comprende comportamenti, stili di vita e ruoli sociali maschili e femminili. 

La sicurezza sul lavoro deve tener conto di questa molteplicità di fattori per costruire un quadro realistico delle diverse condizioni di suscettibilità ai rischi. È infatti necessario considerare anche fattori sociali e culturali, gli stili di vita e ruoli di genere che possono influenzare l'esposizione ai rischi e la complessità delle responsabilità nella vita quotidiana, soprattutto extra-lavorativa, che variano nelle diverse fasi della vita.

L’approccio suggerito evidenzia l’importanza di analizzare in maniera differenziata i rischi per garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo per tutti i lavoratori e le lavoratrici. 
Tuttavia, gli estensori del documento evidenziano alcune problematiche nell'implementazione della valutazione dei rischi in ottica di genere

Innanzitutto, vi sono difficoltà attuative e una mancanza di metodologie standardizzate. Uomini e donne non solo possono essere esposti a rischi diversi, ma reagiscono in modo differente alla stessa esposizione. Inoltre, alcuni rischi richiedono analisi più approfondite per garantire una tutela specifica ed efficace.

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  • Esempi di valutazione del rischio

    Ma quali sono i principali esempi di una valutazione del rischio in ottica di genere? 

    Tra di essi vi è l’adattamento dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): la progettazione e fornitura di DPI (come ad esempio guanti, scarpe, caschi, tute) deve prevedere taglie e forme adatte sia agli uomini che alle donne. Questo perché è opportuno tenere conto delle differenze fisiche tra generi, come stature o conformazioni. 

    Vi è poi l’esposizione a sostanze chimiche. In questo caso è necessaria la valutazione degli effetti delle sostanze pericolose in base al genere, considerando le diverse reazioni fisiologiche e le possibili ripercussioni su salute riproduttiva o ormonale.

    Si trova anche la valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. Dato che uomini e donne possono avere capacità fisiche differenti, occorre considerare peso, frequenza e sforzi in modo specifico. Di conseguenza bisognerebbe adattare postazioni e ausili ergonomici per ridurre il rischio di infortuni muscoloscheletrici.

    Tra i rischi si devono includere quelli psicosociali e quelli da stress lavoro-correlato. Ciò si ottiene con l’analisi delle differenze nella gestione di stress, molestie, discriminazioni e carichi di lavoro (es. doppio ruolo lavorativo e familiare spesso assunto dalle donne). Si devono, inoltre, prevedere interventi per prevenire burnout e migliorare il benessere organizzativo

    Vanno altresì valutate le postazioni e le attrezzature di lavoro. Queste devono essere progettate secondo i criteri dell’ergonomia, così da rispondere alle caratteristiche fisiche di tutti i lavoratori e da garantire un utilizzo con uguale efficienza e sicurezza per uomini e donne.

    Non bisogna trascurare nemmeno fattori come l’esposizione a temperature estreme o ambienti ostili, considerando le possibili differenze nella tolleranza a freddo o calore, in relazione alle caratteristiche fisiologiche e metaboliche.

    Per quanto riguarda orari e turni di lavoro, va valutato l’impatto dei turni notturni e degli straordinari sulla salute, tenendo conto di esigenze diverse, come quelle legate alla gestione familiare.

    Questi esempi dimostrano l'importanza di integrare l'ottica di genere nella valutazione del rischio per promuovere una sicurezza inclusiva ed efficace, migliorando salute e benessere di lavoratori e lavoratrici.

  • Fattori che ancora ostacolano l’adesione

    Permane, tuttavia, un approccio tradizionale della normativa. Prima che si sviluppasse una sensibilità a questo tipo, le politiche di salute e sicurezza sul lavoro non contemplavano tali differenze. 
    Per esempio, spazi, attrezzature, macchinari, postazioni e DPI sono stati progettati per individui occidentali, maschi, di corporatura ed età medie. Lo stesso dicasi per il calcolo dei valori relativi ai limiti di esposizione alle sostanze pericolose. Solo di recente sono disponibili DPI e abbigliamento adatti alle diverse corporature. 
    Ma non solo. In passato, si è fatta confusione, unendo due questioni che è giusto tenere separate, ovvero tutela di genere e tutela delle lavoratrici madri (D.Lgs. 151/2001). 

    Quindi, benché l’apparato normativo esista da tempo (Dlgs 81/08), solo recentemente le aziende iniziano ad approcciare la valutazione del rischio in ottica di genere.

    Come già accennato, i fattori che ostacolano la piena adozione di questo metodo hanno a che fare, innanzitutto con la permanenza di modelli standardizzati e neutri, che riflettono l’idea di un lavoratore "tipo". Vi è poi una mancanza di consapevolezza: le differenze di genere nei rischi lavorativi non sono sempre percepite come prioritarie. 
    Pertanto, si segnala, innanzitutto, una carenza di metodologie standardizzate e di linee guida precise per integrare l’ottica di genere nella valutazione dei rischi. Segue anche la scarsa rappresentanza femminile in alcuni settori, specialmente quelli a prevalenza maschile (es. edilizia, industria pesante).  

    Vi sono poi, difficoltà culturali e organizzative, con la resistenza nel riconoscere che le differenze di genere possano influire sui rischi lavorativi.  Si può inoltre guardare al focus limitato della conformità normativa, dato che molte aziende si limitano a rispettare le norme vigenti senza spingersi oltre per adottare politiche più inclusive.

L’approccio di Bureau Veritas NEXTA

Bureau Veritas Nexta propone un approccio su più livelli e molteplici aspetti ai quali è necessario una partecipazione globale dell’organizzazione aziendale.

Il metodo può essere riassunto in 4 macroaree: 

  • Analisi sociodemografica dell’azienda grazie al supporto del management, delle risorse umane, degli attori della sicurezza (RSPP, Medico del lavoro e rappresentati della sicurezza);
  • Analisi sulla valutazione dei rischi in ottica di genere;
  • Studio sulle percezioni dei rischi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici;
  • Follow-up e proposte di un piano di miglioramento

In conclusione, adottare la sicurezza in ottica di genere offre numerosi vantaggi tanto a lavoratori e lavoratrici quanto alle aziende. 

  • Principali vantaggi dell'adottare la sicurezza in ottica di genere

    Maggiore tutela della salute e della sicurezza, poiché considerare le differenze di genere permette di identificare in modo più preciso i rischi specifici a cui uomini e donne sono esposti. Si evitano sottovalutazioni di rischi che possono avere effetti diversi a seconda del sesso biologico e delle caratteristiche fisiche, migliorando la prevenzione.

    • Avere a disposizione DPI e attrezzature più efficaci e adatte: questo garantisce maggiore comfort e protezione, riducendo l’incidenza di infortuni.

    Riduzione dei rischi psicosociali. Un ambiente che riconosce le differenze di genere può contribuire a ridurre stress lavoro-correlato, discriminazioni e molestie. Questo porta a un miglioramento del benessere psicologico e della qualità della vita lavorativa.

    Miglioramento della produttività. Un ambiente sicuro, inclusivo e attento alle esigenze di tutti i lavoratori migliora la motivazione e l’efficienza. Ridurre incidenti, malattie e assenze consente alle aziende di migliorare continuità e qualità del lavoro.

    Inclusività e parità di trattamento, eliminando stereotipi e barriere organizzative.

    Conformità normativa, così da ridurre i rischi di sanzioni e migliorare la reputazione aziendale.

    Riduzione dei costi aziendali, attraverso la prevenzione di infortuni e malattie significa ridurre i costi legati ad assenze, turnover, riabilitazioni e risarcimenti. Inoltre, una valutazione dei rischi più precisa permette interventi mirati ed efficaci.

    Migliore gestione dei carichi di lavoro che tiene in considerazione le esigenze specifiche delle lavoratrici e dei lavoratori; ciò permette una distribuzione più equilibrata delle attività, prevenendo sovraccarico fisico e mentale.