SFIDE E SOLUZIONI PER UNA RISICOLTURA SOSTENIBILE
La coltivazione del riso è un pilastro dell’agricoltura italiana, rappresentando il 58% della produzione totale europea (European Commission, 2024). Le principali regioni risicole sono Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, con una superficie coltivata di oltre 210.000 ettari nel 2023. Tra queste, il Piemonte è la regione leader per estensione, seguito dalla Lombardia (Ente Nazionale Risi, 2024).
Tuttavia, la risicoltura ha un elevato impatto ambientale, legato principalmente alle emissioni di gas serra (GHG) e al consumo intensivo di acqua.
Analizziamo le principali sfide e le strategie per una risicoltura più sostenibile.
Le emissioni di gas serra nella coltivazione del riso
Nel 2020, la coltivazione del riso ha generato 1,6 Mt di CO₂eq, pari all’8,2% delle emissioni agricole italiane (ISPRA, 2022). Il principale responsabile è la coltivazione in sommersione, una pratica che prevede l’allagamento dei campi per lunghi periodi. Questa condizione favorisce la decomposizione anaerobica della materia organica nel suolo, producendo metano (CH₄), un gas serra con un potenziale di riscaldamento globale oltre 25 volte superiore alla CO₂.
Le emissioni di metano variano in base a diversi fattori, tra cui:
- durata della sommersione e varietà di riso coltivata;
- tecniche di irrigazione adottate;
- tipologia di suolo e temperature stagionali;
- uso di fertilizzanti e ammendanti organici.
Negli ultimi trent’anni, le emissioni di metano dalla coltivazione del riso in Italia sono diminuite del 15% grazie alla crescente adozione della semina interrata (ISPRA, 2022). Questa tecnica sta diventando sempre più popolare grazie ai suoi vantaggi in termini di efficienza idrica, aumento della resa e riduzione delle emissioni di gas serra.
Oltre al metano, un’altra criticità è il protossido di azoto (N₂O), un gas serra con un potenziale di riscaldamento globale circa 300 volte superiore alla CO₂. Nel 2022, le emissioni di N₂O dai suoli agricoli italiani hanno raggiunto circa 9,5 Mt di CO₂eq, pari al 26% delle emissioni agricole totali. Di queste il 20% proviene dall’uso di fertilizzanti sintetici e il 26% dai residui colturali interrati nei suoli.
Questi dati evidenziano l’urgenza di ottimizzare la gestione dei fertilizzanti e promuovere pratiche agricole più sostenibili.
Come rendere la risicoltura più sostenibile: il ruolo delle imprese
Per ridurre l’impatto ambientale della coltivazione del riso, è fondamentale un cambio di paradigma nelle pratiche agricole.
Le aziende del settore possono essere protagoniste di questa transizione investendo in:
- ricerca e innovazione su tecniche agricole a basso impatto;
- formazione per agricoltori sulle migliori pratiche di gestione dell’acqua e del suolo;
- collaborazioni con enti di ricerca e istituzioni per lo sviluppo di strategie sostenibili.
La sostenibilità della filiera risicola non è solo una sfida, ma un’opportunità per migliorare l’efficienza produttiva, proteggere le risorse naturali e rispondere alle normative ambientali sempre più stringenti.
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