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Misurazione delle performance di sostenibilità della filiera e engagement dei fornitori

Nov. 27 2025

SUPPLY CHAIN SOSTENIBILE: DRIVER PER TRASPARENZA, BRAND REPUTATION E RESILIENZA

Un’analisi approfondita delle dinamiche economiche e ambientali globali conferma che la sostenibilità nella catena di fornitura non è più un optional, ma una priorità fondamentale per la sopravvivenza e il successo delle imprese.

Secondo l’ultima edizione del rapporto Sustainability Still Matters" del MIT’s Center for Transportation and Logistics , le aziende mostrano una forte volontà di agire: l'85% delle imprese a livello mondiale sta mantenendo o addirittura aumentando i propri sforzi in materia di sostenibilità della supply chain
Si tratta  del  sesto rapporto annuale del Center for Transportation and Logistics del MIT, basato su un sondaggio globale di professionisti in 97 paesi, con lo scopo di analizzare in profondità il ruolo delle regolamentazioni, la gestione e mitigazione delle emissioni Scope 3 e il futuro del trasporto merci.

Il report del MIT evidenzia anche una lacuna critica: sebbene l'intenzione sia forte, molte aziende faticano ancora a implementare le tecniche di misurazione aziendale necessarie per realizzare progressi significativi. 

Questa criticità ha implicazioni principalmente su:

  • TRASPARENZA

  • RESILIENZA

  • BRAND REPUTATION

Trasparenza: la sfida aperta delle emissioni scope 3

La trasparenza di una filiera si gioca sulla capacità di un’azienda di tracciare l’impatto generato lungo l’intera catena del valore. Qui emergono le maggiori difficoltà, in particolare riguardo alle emissioni di Gas Serra (GHG).

Secondo il report MIT, mentre circa il 40% delle aziende tiene traccia in modo accurato delle emissioni Scope 1 e Scope 2 , un numero significativamente inferiore riesce a misurare in modo equivalente le emissioni Scope 3. Queste ultime sono generate lungo l’intera catena del valore (produzione, trasporto, utilizzo e smaltimento dei prodotti) e, in aggregato, possono rappresentare circa il 75% delle emissioni totali di un’azienda.

  • Trasparenza nella supply chain: qual è il problema ?

    Dove risiede il problema principale?  Nella mancanza di dati:

    • Circa il 70% delle aziende intervistate dichiara di non disporre di dati sufficienti dai propri fornitori per tabulare con precisione l'impatto climatico totale della propria catena di fornitura;
    • Questa difficoltà è accentuata dalla stratificazione delle supply chain, dove i fornitori più piccoli spesso non hanno la capacità di fornire dati adeguati.

    Per garantire vera trasparenza, le aziende devono urgentemente aggiornare i propri strumenti di analisi.
    Il report del MIT rivela che molte imprese si affidano ancora a metodi semplicistici: ad esempio, il 50% delle aziende nordamericane e il 32% di quelle europee utilizzano ancora fogli di calcolo per stimare i dati sulle emissioni, spesso correlando l'impatto a semplici attività economiche.

    Come sottolineato dagli esperti, “Si ottiene ciò che si misura”. Se la misurazione è scadente, le decisioni che ne derivano saranno meno efficaci e non guideranno le riduzioni attese.

Brand Reputation: misurare l'impatto per definire l'azione

Una solida brand reputation nell’era ESG si basa sulla capacità di dimostrare progressi reali. 
La pressione per la sostenibilità deriva da diverse fonti, principalmente legate alla reputazione e alla responsabilità:

  1. Regolamentazione Europea: per le aziende europee, il principale motore d'azione rimane costituito dai mandati governativi, come la Direttiva sulla Rendicontazione della Sostenibilità aziendale (CSRD), che richiede rapporti regolari sull'impatto ambientale.
  2. Investitori e Leadership: in altre regioni, come il Nord America, i fattori decisivi sono più spesso le priorità degli investitori e la leadership aziendale.
  • Come misurare gli impatti: perché è utile la metodologia LCA?

    Investire in metodi di misurazione più rigorosi e scientifici, come l’applicazione della metodologia Life Cycle Assessment  (LCA), basata sulla ISO 14040,  e l’uso di specifici tool, piuttosto che semplici fogli di calcolo, è decisivo per disporre di una base dati robusti e standardizzati, e definire un piano d'azione efficace. 
    Le aziende sono ormai chiamate a prestare la stessa attenzione alle metriche di sostenibilità che dedicano ai dati finanziari. 

Resilienza della filiera: conoscere e mitigare i rischi ESG

La resilienza aziendale non si può costruire senza una profonda conoscenza dei rischi e degli impatti ESG nascosti nella catena di fornitura. Il report del MIT sottolinea che la capacità di un’impresa di resistere alle incertezze (economiche, normative e climatiche) dipende direttamente dalla sua capacità di misurazione.

La misurazione e l’engagement dei fornitori è, quindi,  prioritario per definire un piano di mitigazione e riduzione dei rischi e impatti ESG, garantendo trasparenza, resilienza e brand reputation delle organizzazioni. 
Allo stesso tempo è sempre più evidente che la resilienza aziendale è indissolubilmente legata alla capacità della supply chain di operare in modo efficiente e sostenibile. Un fattore cruciale che continua a guidare l’adozione di pratiche sostenibili nella catena di fornitura è l'incentivo economico dato dalla riduzione dei costi

  • Come rafforzare la resilienza della supply chain?

    Per rafforzare la resilienza, le aziende sono chiamate rivedere i propri processi organizzativi e i propri metodi operativi, al fine di ridurre e mitigare i rischi e  trovare opportunità di maggiore efficienza.

    La sostenibilità della catena di fornitura non si basa solo sull’introduzione di nuove tecnologie, ma è anche correlata a un "migliore utilizzo dell'infrastruttura attuale".

Bureau Veritas Nexta: trasformare i dati in azione

Il report MIT evidenzia chiaramente che per tradurre l'impegno verso la sostenibilità in risultati concreti – ovvero in maggiore trasparenza, una migliore reputazione e una maggiore resilienza – è indispensabile superare il divario di misurazione
Le aziende necessitano di strumenti analitici avanzati e di supporto esterno per:

  • Migliorare la raccolta dati dai fornitori (specialmente per lo Scope 3);
  • Implementare metodologie di calcolo scientifiche e rigorose, come l'analisi del ciclo di vita (LCA);
  • Definire piani d'azione basati su metriche attendibili

Per supportare le imprese in questa complessa transizione, Bureau Veritas Nexta ha sviluppato servizi di supporto e accompagnamento delle aziende nella strutturazione di una supply chain sostenibile

Quali sono i servizi di Bureau Veritas Nexta per una supply chain sostenibile?

I servizi Bureau Veritas Nexta sono progettati per fornire soluzioni che combinano la competenza tecnica e l'analisi dei dati, consentendo alle aziende di:

  • Valutare impatti e rischi ESG lungo tutta la filiera;
  • Definire piani di engagement e miglioramento ESG della filiera;
  • Valutare le emissioni Scope 3;
  • Adempiere agli obblighi normativi (come la CSRD) con accuratezza e rigorosità.