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La realtà di cohabs
Cohabs, una start-up nata nel 2016 dall’intuizione di 3 ragazzi che, nel tempo hanno saputo attrarre importanti capitali dagli investitori, è arrivata anche in Italia e più precisamente a Milano.
La società, nata allo scopo di proporre soluzioni abitative condivise secondo una filosofia che va oltre la sola logica dell’affitto temporaneo di uno spazio ma prevede anche momenti comuni per stringere relazioni ed amicizie, ad oggi conta oltre 120 appartamenti, dislocati in città come New York, Washington, Londra, Parigi, Bruxelles, Lussemburgo, Marsiglia, Madrid.
Secondo i dati comunicati dall’azienda, chi sceglie Cohabs ha una media di 28 anni, soggiorna per quasi 1 anno e può partecipare fino a 10 eventi mensili appositamente organizzati per creare reti e favorire la socialità degli abitanti.
Il contributo di bureau veritas nexta per la start-up cohabs
Si tratta di un progetto che richiede una gestione complessa sotto molti aspetti con una particolare attenzione alla sicurezza degli spazi, al fine di garantire agli utilizzatori soggiorni sicuri.
Per perseguire questo obiettivo, in Europa, Cohabs ha avviato una collaborazione con il Gruppo Bureau Veritas: inizialmente in Spagna, Bruxelles e poi in Italia, avvalendosi specificatamente della consulenza di Bureau Veritas Nexta per i suoi appartamenti a Milano. Il coinvolgimento del team di esperti Nexta ha riguardato la normativa antincendio e di emergenza ed è iniziato ancor prima dell’individuazione degli immobili.
La prima attività è stata quella di eseguire una approfondita regulation map attraverso la quale i “cacciatori” di immobili di Cohabs hanno potuto preliminarmente valutare eventuali spese accessorie per la sicurezza. Una volta individuato l’immobile, il lavoro di Nexta è stato quello di affiancare i progettisti per supportarli nella realizzazione di una residenza sicura e con dotazioni antincendio ben oltre quanto richiesto dalla normativa italiana. Il successo di questa partnership si è poi ripetuto sul secondo investimento immobiliare e oggi si sta lavorando al terzo.
Cosa si intende per co-living?
Il termine co-living è usato per indicare spazi abitativi condivisi pensati per ospitare più persone, generalmente situati nelle grandi città – tra Stati Uniti ed Europa – e popolati da professionisti, molto spesso giovani e in possesso di un’istruzione superiore, che decidono di spostarsi – per un periodo di tempo limitato – allo scopo di porre le basi della propria carriera professionale. Un esempio? Quelli che oggi vengono chiamati Job Hopper, ovvero persone che ricercano un continuo miglioramento di status e di remunerazione attraverso il frequente cambio di organizzazione aziendale.
Il co-living si configura come la scelta più adatta per coloro che cercano soluzioni comode, accessibili, efficienti con offerte di affitto con la formula “all-inclusive”. Utenze pagate, servizi di manutenzione e pulizia garantiti, nessun bisogno di acquistare arredi e complementi e una serie di servizi che sollevano chi fa questa scelta dall’occuparsi delle questioni più pratiche dell’abitare, in modo da non disperdere tempo ed energie nelle faccende di gestione corrente.
Come e dove? Nelle palestre e nelle zone relax messe a disposizione, negli spazi comuni all’interno degli appartamenti e in quelli all’aperto, come terrazzi o piccoli giardini o anche durante momenti conviviali ed eventi appositamente organizzati per favorire gli scambi.
Questa unione tra dimensione privata e sociale pare incontrare il gusto delle nuove generazioni, dai Millenials alla Generazione Z. In particolare, trovano sempre più diffusione quelle soluzioni di co-living urbano di fascia medio-alta, caratterizzate per servizi diversificati, spazi abitativi moderni e funzionali, posizionati in zone centrali e in edifici di pregio. Come quelle offerte da Cohabs.